Aprire una palestra

Rastrelliera con manubri da palestra

Il crescente interesse delle persone nei confronti della forma fisica, ci lascia pensare che l’apertura di una palestra sia una saggia scelta imprenditoriale, a patto che si tenga conto della concorrenza e dell’importanza di fidelizzare i clienti.

Tutto indica che il numero di sportivi aumenterà sempre di più, perché la vita sedentaria tipica dei nostri giorni non è propriamente salutare. In ogni modo, a parte le varie motivazioni, non vi è alcun dubbio che siamo in una buon momento storico per avviare una palestra. Il mercato è molto ricettivo, la gente pensa sempre di più alla propria salute e c’è molto potenziale per una crescita futura.

Come tutte le attività, anche una palestra deve assumere una qualsiasi forma giuridica: sono consentite tutte, dalla ditta individuale a quella in nome collettivo, dalla società di fatto alle società cooperative, dalle SRL alle società per azioni, SAS, etc.

Il particolare tipo di attività fa prediligere però la forma dell’Associazione Sportiva che per definizione svolge un’attività “non commerciale”, cioè non produce reddito, ma tutto il ricavato viene utilizzato per coprire i costi dell’attività: locazione, attrezzature, personale, gestione, incombenze burocratiche e fiscali, etc. L’eventuale surplus viene riutilizzato nella gestione successiva e in caso di cessazione dell’attività sarà ripartito tra gli associati.

Questa forma giuridica è adottata sopratutto quando il socio di riferimento della struttura è un istruttore con laurea conseguita all’ISEF o equivalente e lo stesso si può quindi proporre come Responsabile Tecnico (PREPOSTO).

Procedura burocratica per avviare una palestra

Per poter avviare una palestra, è necessaria la classica procedura burocratica tipica di ogni attività imprenditoriale.

  • Apertura della Partita Iva
  • Apertura di una posizione presso INPS e INAIL per tutti i soggetti coinvolti nell’attività
  • Iscrizione al Registro delle imprese
  • Certificazione di Idoneità sanitaria presso l’ASL
  • Segnalazione di inizio attività presso il Comune di appartenenza
  • Richiesta della valutazione dei rischi, come previsto dalla legge 626/94
  • Certificazione anti-incendio rilasciata dai Vigili del Fuoco

È altresì indispensabile che tutti gli associati (o iscritti) siano assicurati e normalmente viene richiesto, anche se recentemente non è più obbligatorio per legge, il certificato medico.

È un buon investimento una palestra?

Se l’attività viene svolta come sopra indicato come “associazione” per definizione non può produrre utili, anche se può permettere una buona remunerazione per i soci che svolgano all’interno l’attività di istruttori e/o gestori.

Se invece assume la veste di un una vera e propria impresa commerciale, come tutte le imprese può avere alterne fortune.

Quanto costa avviare una palestra?

I costi di avvio non sono bassi: servono spazi ampi e ben strutturati, posti in zone centrali e/o facilmente raggiungibili dai praticanti. Il personale deve essere qualificato (e simpatico) e quindi incide abbastanza sui costi di gestione.

Le attrezzature devono essere numerose, ovviamente in proporzione agli iscritti, e devono essere sempre aggiornate per soddisfare le esigenze di utenti che giustamente sono informatissimi su quello che offre il mercato.

Se lo spazio lo consente, una piscina è un’ottima attrazione per tutti e addirittura diventa indispensabile per il pubblico femminile che non può fare a meno degli esercizi di acquagym. Ovviamente la piscina non ha solo un costo di costruzione ma anche di ordinaria manutenzione.

I costi sopra descritti sono soggetti a così numerose variabili che solo con uno spazio preciso, in una località definita e con un progetto dettagliato si può approntare un credibile business plan. Quello che si può affermare con sicurezza è che le entrate arrivano dagli utenti e qui il mercato qualche dato lo fornisce.

Quanto si guadagna con una palestra?

Intanto per sicuro una palestra lavora 12 mesi all’anno, ma non con la stessa intensità: fa attività piena da gennaio a maggio e a ottobre/novembre (sette mesi), ridotta a giugno-luglio e nei mesi di settembre e dicembre, quasi nulla ad agosto.

Al nord la media dell’abbonamento mensile è tra i 40 e i 50 euro. Ogni 100 utenti possiamo calcolare quindi un ricavo annuale di 40/50.000 euro.

A questo punto prima di investire dei soldi, investite il vostro tempo. Avete già scelto la zona dove vorreste avviare la vostra palestra? Andate nella palestra più vicina, sedetevi in un bar con vista sulla palestra (c’è di sicuro…), con un buon libro e contate quanta gente entra: a questo punto avente il vostro budget… Vi serve solo un buon commercialista.

E un figlio, o un nipote o un amico esperto di social network, ormai imprescindibile in attività così localizzate e targettizzate: risparmiate su tutto, ma siate generosi su questa voce.

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