Cessione del quinto

Cessione del Quinto

Quando leggiamo di finanziamento tramite cessione del quinto, ci si riferisce a un prestito erogabile dietro un piano di rimborso a rate, i cui importi vengono trattenuti dalla busta paga, nella misura di un quinto dello stipendio, il 20% circa.

La cessione del quinto è perciò un prestito personale, non finalizzato, dove il richiedente avanza la necessità di una data somma, che poi potrà utilizzare per qualsiasi scopo.

Questo prodotto è dedicato ai lavoratori dipendenti, sia nel settore pubblico che nel privato, a prescindere, ed è tra i migliori finanziamenti per poter ottenere una certa liquidità quando si necessitano forti somme per acquisti imprevisti o per spese non in programma.

La Cessione del Quinto è l’unico tipo di finanziamento regolato dalla legge. È stato introdotto con la legge n° 180 del 5 gennaio 1950 e disciplinato con il regolamento attuativo introdotto nel DPR n° 895 del 28 luglio 150. La normativa prevede, per i lavoratori dipendenti, la possibilità di accedere a finanziamenti caratterizzati dalla modalità di rimborso rateale, che avviene mensilmente, attraverso una trattenuta sulla busta paga.

Inizialmente, è stata pensata come agevolazione per i dipendenti statali ed i prestiti Inpdap (ora prestiti Inps), per questo motivo il datore di lavoro dei dipendenti pubblici erano obbligati dalla legge ad accettare la richiesta della cessione, di cui si incaricavano nei confronti dell’ente finanziatore.

Nel 2005 è entrata in vigore la legge finanziaria del III governo Berlusconi, facendo specifico riferimento anche alle aziende private. Fino a tale data, le aziende private potevano rifiutare ai propri dipendenti, l’addebito in busta paga, mentre adesso sono obbligate ad accettarlo.

Chi ne ha diritto

Come abbiamo visto, possono accedere alla cessione del quinto tutti i dipendenti pubblici e statali. È importante sottolineare la tipologia contrattuale, perché come è facilmente comprensibile, il finanziamento è riservato ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato. Per quanto riguarda lavorati con contratti a tempo determinato, gli istituti di credito possono concedere dei prestiti limitati, con piani di rientro che non superino la durata contrattuale.

Sono esclusi dalla fattispecie i lavoratori autonomi.

Possono accedere alla cessione del quinto anche i pensionati INPS, in questo caso si parla di cessione del quinto della pensione.

Come si ottiene la cessione del quinto

La cessione del quinto si può ottenere inoltrando la richiesta corredata da documenti alle banche, agli intermediari finanziari iscritti nell’apposito albo dell’Ufficio Italiano dei Cambi (IUC), e presso molte agenzie finanziarie che erogano finanziamenti online.

I documenti necessari per aprire la pratica, comprendono i classici dati anagrafici, con l’aggiunta di ulteriore documentazione, che varia seconda della categoria d’appartenenza del richiedente. In linea di massima, il lavoratore dipendente privato dovrà presentare:

  • certificato di stipendio, da richiedere all’amministrazione delle propria azienda. Nel documento sono indicati la tipologia contrattuale, l’entità della retribuzione e del TFR accumulato
  • una copia dell’ultima busta paga
  • una dichiarazione dell’azienda, che s’impegna ad effettuare i pagamenti con delega, prelevando ogni mese l’importo della rata, direttamente dalla busta paga del dipendente

Il certificato di stipendio non è richiesto per il dipendente pubblico e ovviamente neanche al pensionato. Quest’ultimo, al posto della busta paga, dovrà presentare la copia dell’ultimo cedolino della pensione.

Garanzie richieste dall’istituto di credito

Sicuramente un reddito che possa sostenere con leggerezza le rate mensili e su cui non gravino altri costi oltre il 30%.

La cessione del quinto fa parte dei cosiddetti prestiti chirografari, vale a dire una forma di prestito in cui è sufficiente la sola firma per ottenere l’erogazione del finanziamento, in quanto la Banca erogante non ha la necessità di valutare la situazione finanziaria del richiedente.

Inoltre, è l’unica forma di finanziamento in Italia, a cui possono accedere anche soggetti che hanno subito protesti e insoluti.

Non sono necessarie garanzie aggiuntive, come ipoteche, fideiussioni, etc.

Tutto questo perché la possibilità di accedere mensilmente alla busta paga del cliente, riduce a zero il rischio d’insolvenza.

Inoltre, un’ulteriore garanzia è costituita dal TFR accantonato dal dipendente che rimane vincolato a favore della Banca.

È però obbligatoria la stipula di due polizze assicurative, una copre il rischio impiego, l’altra è un’assicurazione sulla vita del richiedente.

Il costo relativo alle operazioni assicurative viene trattenuto direttamente dall’istituto finanziatore, che erogherà al richiedente il prestito al netto dei suddetti costi.

Calcolo rate e modalità di finanziamento

Il dipendente che ottiene il finanziamento, avrà poi modo di rimborsarlo entro 120 mesi dall’erogazione, senza però doversi ricordare scadenze o date prefissate, dato che la cessione sarà automatica tutti i mesi fino al completo saldo.

Le rate mensili vengono calcolate ovviamente in base all’importo dello stipendio, visto che devono coprirne al massimo il 20% sul netto, ed alla somma dilazionata andranno aggiunti anche i tassi di interesse.

Quanto all’erogazione dei liquidi, avviene solitamente con i canali regolarmente utilizzati per qualsiasi tipo di finanziamento, ovvero tramite bonifico bancario sul suo conto corrente oppure, a scelta, tramite assegno circolare spedito al suo domicilio.

È bene notare che solitamente non si richiedono somme ristrette, per evitare la poca convenienza dei tassi di interesse.

Estinzione anticipata

Come in qualsiasi prestito personale, la cessione del quinto può essere estinto in qualsiasi momento. Si dovrà restituire l’intero importo, al netto delle rate già versate e a seconda del piano d’ammortamento, si pagheranno meno interessi. Ci sarà da pagare la penale di estinzione anticipata, che per legge non può superare l’1% del capitale residuo, le spese d’istruttoria e l’imposta di bollo.

Per quanto riguarda le assicurazioni sottoscritte, queste verranno rimborsate nella misura dei premi non goduti, ma la richiesta di rimborso va formulata esplicitamente.

Rinnovo

Il lavoratore dipendente che ha in corso una cessione del quinto può chiederne il rinnovo prima della data di scadenza.

Rinnovare una cessione significa erogare un nuovo finanziamento che viene in parte utilizzato per l’estinzione di quello in corso, mentre al cliente verrà versata la parte rimanente.

Sono due i casi previsti dalla normativa:

  • Chi ha sottoscritto il finanziamento con una durata massima di 5 anni, può richiedere il rinnovo in qualsiasi momento, ma il nuovo prestito dovrà avere una durata di 10 anni. La condizione necessaria consiste nel fatto che il contraente non abbia mai beneficiato di una cessione del quinto con un piano di rimborso di tale durata.
  • Se invece la durata del prestito dura più di 5 anni, dovrà aspettare la restituzione di 2/5 del finanziamento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato

*