Compravendita immobiliare in Florida

comprare case in Florida

In Italia, se si decide di acquistare un immobile, di regola ci si rivolge a un’agenzia, che sarà retribuita con una commissione calcolata sul valore della compravendita. L’agente immobiliare ci conduce sul posto, ce lo fa visionare e risponde a tutte le nostre domande, tenendo un comportamento professionale, trasparente e non ingannevole.

Se l’immobile è di nostro interesse lasciamo un acconto, la caparra, che non dovrebbe essere consegnato al venditore o incassato dall’agente stesso. Il passo successivo prevede la stipula dell’atto di compravendita da parte di un notaio, elemento fondamentale in Italia, che comporta un costo considerevole, al quale si devono aggiungere i costi accessori, eventuali perizie e le inevitabili imposte. Per quanto riguarda quest’ultima categoria, il discorso cambia se stiamo acquistando come privati o come azienda, se si tratta di prima casa, di seconda casa, etc etc.

Una volta entrati in possesso dell’atto, si dovrà registrarlo presso l’Agenzia delle Entrate, pagando l’imposta di registro e le marche da bollo. Ultimo passaggio consiste nell’assicurarsi, che l’eventuale mutuo ipotecario venga cancellato dalla banca che ne è in possesso.

Tutta questa burocrazia e le ingenti spese accessorie, tuttavia non ci tutelano da eventuali brutte sorprese, lasciando da parte lo stato dell’immobile che magari può nascondere qualche danno strutturale di cui non siamo riusciti a venire a conoscenza, possono esistere problemi di vecchia data con il condominio, con i fornitori di luce e gas, situazioni che passeranno alla nostra responsabilità.

Spostiamoci negli Stati Uniti, più precisamente in Florida, la zona dove io opero. Laggiù non esiste la figura del notaio, che è sostituita dalla Title Company, una compagnia privata che è stata autorizzata dallo Stato ad operare nel settore immobiliare. La Title Company apre un escrow account, un conto specifico per la compravendita in questione e riceve fisicamente la caparra.

In un tempo massimo di 10 dieci giorni fa un controllo sullo stato dell’immobile, sulle eventuali pendenze fiscali dello stesso. In caso di verifica positiva, il compratore viene contattato per il closing, la chiusura del contratto. Se si è possesso dell’intero ammontare lo si consegnerà direttamente alla Title Company, se invece si dovrà prendere un mutuo, si va in banca, e lo si richiede, più o meno come avviene in Italia.

Quindi abbiamo visto che una prima differenza riguarda la semplificazione della procedura, eliminando figure anacronistiche come quella del notaio. Ma veniamo alla seconda differenza con il Terzo Mondo (che ricordo essere l’Italia), le commissioni per l’agente immobiliare. Negli Stati Uniti, in una compravendita gli agenti sono generalmente due, uno per l’acquirente e l’altro che cura gli interessi del venditore. La commissione totale sarà del 6% che sarà divisa tra le due agenzie, ma attenzione, la spesa è a carico del venditore, così come il costo dei servizi della Title Company.

L’unica spesa accessoria per l’acquirente è la Property Tax, che è del 2% applicato sul valore catastale dell’immobile, che per gli anni successivi sarà l’unica tassa che dovremo pagare per la nostra nuova casa. Niente IMU, ICI, TASI, prima casa, seconda casa, gli americani hanno poche leggi, ma semplici, efficaci e comprensibili. Per quanto riguarda il valore catastale, questo viene aggiornato anno per anno a seconda dello stato di salute del mercato immobiliare.

Aggiungo un’ultima cosa, che probabilmente vi farà molto arrabbiare, visti gli scandali ai quali ci ha abituato la nostra classe politica : ogni volta che andiamo a versare la Property Tax, ci viene rilasciata una ricevuta nella quale sono indicati i servizi pubblici che la nostra contribuzione andrà a coprire.

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