Cosa sono le obbligazioni

obbligazioni

Nella legislazione italiana, le obbligazioni sono regolate dal codice civile agli articoli 2410 e successivi. Sono titoli di credito che rappresentano prestiti contratti tra un’emittente presso il pubblico.

L’emittente è una persona giuridica, può essere lo Stato, un ente pubblico, una società per azioni (S.P.A.), una società in accomandita per azioni (S.A.P.A.), ma non può essere una società a responsabilità limitata (S.R.L.).

Le obbligazioni si differenziano dalle azioni, in quanto quest’ultime, unitamente ai diritti patrimoniali, conferiscono la qualifica di socio, con il diritto di partecipazione alla vita societaria, salvo casi specifici. Dal canto suo, l’obbligazione attribuisce la sola qualifica di creditore della società, la quale deve far fronte all’obbligo contratto, a prescindere dai risultati ottenuti.

Ad una data scadenza, l’obbligazionista ha diritto al pagamento di una somma nominale che risulta dai titoli, nonché al pagamento degli interessi sull’importo dato al credito, le cedole.

La cedola di un’obbligazione si esprime in percentuale annua del valore nominale, al netto dell’aliquota fiscale. Questa è del 26% ad eccezione dei Bot e Btp, per i quali si applica una tassazione del 12%. Quindi una cedola del 5% per un obbligazione di 100, vuol dire una cedola al netto di 3,7.

{(100 * 0,05) – [(100 * 0,05) * 0,26]} = 3,7

Tipologie di obbligazioni

Con il passare degli anni, per rendere più appetibile questa forma di finanziamento ai risparmiatori, le obbligazioni si sono diversificate, assumendo diverse tipologie, tra le quali citiamo obbligazioni convertibili, obbligazioni indicizzate e obbligazioni cum warrant.

Generalmente le obbligazioni danno diritto ad un interesse annuale fisso, ma nella pratica si sono venute a creare altre tipologie che ad esempio attribuiscono il diritto a partecipare ad un sorteggio periodico di premi consistente in un interesse superiore. Oppure possono sussistere obbligazioni che al momento della scadenza, conferiscono una somma maggiorata che consideri la svalutazione monetaria di quanto investito.

Obbligazioni indicizzate

Sono obbligazioni il cui rendimento è legato all’andamento di un sottostante scelto al momento dell’emissione. Può trattarsi di un indice azionario, una materia prima o un particolare tasso di cambio.

Se l’indice a cui è legata l’obbligazione ha un rendimento positivo l’investitore riceverà delle cedole aggiuntive o un restituzione maggiore del capitale. Se invece il sottostante tende a calare, l’interesse sarà ridimensionato.

Obbligazioni convertibili

Si tratta di titoli obbligazionari a metà tra un’obbligazione e un’azione. Il detentore ha il diritto di rimanere creditore della società emittente, oppure di convertire le obbligazioni in azioni entro determinati periodi di tempo e in base a rapporti di cambio prefissati, assumendo così lo status di azionista.

Obbligazioni cum warrant

Le obbligazioni cum warrant prevedono un titolo principale, accompagnato da un ulteriore strumento finanziario. Quest’ultimo attribuisce al sottoscrittore la facoltà di ottenere una determinata quantità di altri titoli della società emittente o di una società collegata ad essa.

Il creditore dovrà esercitare tale diritto entro una data scadenza, a fronte del pagamento di una data somma, determinata al momento della sottoscrizione.

Obbligazioni zero coupon

Sono delle obbligazioni anomale, in quanto non è prevista alcuna cedola su base periodica. Il rendimento delle obbligazioni zero coupon è rappresentato dalla differenza tra il prezzo di sottoscrizione e la restituzione del capitale, maggiorato con una percentuale prefissata.

Solitamente, queste obbligazioni sono di breve durata, per non costringere l’investitore a tenere bloccati i propri capitali per troppo tempo.

Per calcolare il rendimento effettivo di una obbligazione zero coupon, basta sottrarre al valore nominale finale il prezzo pagato per l’acquisto e dividere il risultato ottenuto per il prezzo di acquisto.

Un esempio chiarirà meglio il concetto, supponiamo di comprare un’obbligazione a 96 € con un valore nominale finale di 100 €. Si sottrae il valore finale al valore di acquisto, quindi 100 – 96 = 4 e dividiamo il risultato ottenuto per il valore di acquisto, 4 % 96 = 4,16%

Obbligazioni drop lock

Queste obbligazioni sono accompagnate da una clausola di garanzia che protegge il creditore da un eccessivo ribasso dei tassi di interesse. Il titolo nasce come una normale obbligazione a tasso variabile, ma al momento dell’emissione si stabilisce una soglia minima del rendimento corrisposto, sotto la quale si applica la clausola di conversione automatica del prestito a tasso fisso.

Obbligazioni strutturate (bull and bear)

Le obbligazioni strutturate sono strumenti che incorporano una componente speculativa, in relazione alla quota capitale, il cui valore di rimborso è collegato ad un indice che in genere rappresenta l’andamento del mercato borsistico, ma può riguardare anche l’andamento di una materia prima, un cambio di valute o uno specifico titolo azionario.

In caso di buon andamento del sottostante, l’investimento renderà di più rispetto ad una classica obbligazione, mentre in caso di scarso rendimento o perdita il rendimento sarà poco o nullo, ma comunque non è presente il rischio di perdita, componente intrinseco di tutti gli investimenti azionari.

Esempio di obbligazione strutturata

Supponiamo di acquistare un’obbligazione X con un rendimento basato sul titolo Enel, dalla durata di 5 anni e con un rendimento annuale del 5% se Enel al primo dicembre quota sopra 7 €.

In questo caso avremo la restituzione totale dell’investimento al termine dei 5 anni, senza rischi di perdite, mentre il rendimento sarà condizionato dalla quotazione di Enel ogni primo dicembre.

Obbligazioni subordinate

Questa tipologia di obbligazioni è caratterizzata da una propensione al rischio più alta rispetto alle precedenti. Il rendimento aumenta perché in caso di fallimento o liquidazione dell’azienda emittente, non vengono rimborsate. Se ad esempio un’azienda fallisce dopo aver pagato dipendenti, creditori e fisco, risarcirà i prestiti obbligazionari, rimborsando prima le classiche obbligazioni e solo nel caso avanzassero soldi, le obbligazioni subordinate.

Come scegliere un’obbligazione

Il parametro principale per la scelta di un obbligazione è la qualità della emittente, anche detta solvibilità. Il parametro si quantifica mediante un’unità di misura globalmente riconosciuta: il rating.

Il rating classifica la qualità degli emittenti di un’obbligazione secondo criteri che vanno dalla solidità finanziaria dell’emittente fino alle sua potenzialità nel mercato.

Categoria Moody’s S&P Fitch Default Rischio Descrizione Emittente Descrizione Obbligazione
Investiment Grade Superiore Aaa AAA AAA 0.01% Minimo Buona qualità dell’attivo, dimensione
consolidata, eccellente posizionamento di
mercato, abilità manageriale distintiva,
elevatissime capacità di copertura debito
Obbligazioni di migliore qualità. Pagamento
sicuro di interessi e capacità in virtù di
margini elevati e stabili nel tempo
Aa1 AA+ AA+ 0.02% Modesto Buona qualità e liquidità dell’attivo, buon
inserimento di mercato, buona qualità del
management, solida capacità di copertura debito
Obbligazioni di alta qualità. Margini meno ampi
o stabili, esposti nel lungo periodo al
mutamento delle condizioni economiche
Aa2 AA AA 0.03%
Aa3 AA- AA- 0.04%
A1 A+ A+ 0.05% Medio
Basso
Soddisfacente qualità e liquidità dell’attivo,
qualità del management nella media, standard
creditizi normali e più debole capacità di
copertura debito
Obbligazioni di qualità medio-alta. Garanzia di
capitale e interessi adeguati ma sussistono
fattori che rendono scettici sulle capacità
future di rimanere tali
A2 A A 0.07%
A3 A- A- 0.09%
Investiment Grade Inferiorie Baa1 BBB+ BBB+ 0.13% Accettabile Qualità e liquidità dell’attivo accettabili ma
con grado di rischio apprezzabile, standard
creditizi normali e più debole capacità di
copertura del debito
Obbligazioni di qualità media. Pagamento di
capitali ed interessi attualmente garantiti ma
non altrettanto in futuro
Baa2 BBB BBB 0.18%
Baa3 BBB- BBB- 0.32%
Non Investiment Grade Ba1 BB+ BB+ 0.53% Accettabile con attenzione Qualità e
liquidità dell’attivo accettabili ma con grado
di rischio significativo, scarsa
diversificazione delle attività, contenuta
liquidità e limitata capacità di copertura del
debito
Obbligazioni
speculative. nel lungo periodo non ben
garantite, specie in caso di condizioni
economiche sfavorevoli
Ba2 BB BB 0.93%
Ba3 BB- BB- 1.57%
Non Investiment Grade Inferiore B1 B+ B+ 2.64% Attenzione
specifica con
controllo
continuo
Credito sotto osservazione, qualità dell’attivo
accettabile seppur con difficoltà temporanee di
liquidità, alta leva finanziaria
Obbligazioni non desiderabili. Garanzia di
capitali e interessi bassa nel lungo periodo
B2 B B 4.46%
B3 B- B- 7.52%
Caa1 CCC+ CCC- 13%
Caa1 CCC CC 16% Sotto stretto controllo / Dubbio esito Credito sotto osservazione, bassa qualità
dell’attivo ed elevati problemi di liquidità
Obbligazioni altamente speculative, spesso
inadempienti
Caa1 CCC- C 20%
Ca CC DDD 26%
C SD DD 33% Obbligazioni con scarse prospettive di pagamento
D D

Prezzo dell’obbligazione

formula prezzo obbligazione

Il prezzo di un obbligazione viene calcolato effettuando la sommatoria dei flussi finanziari attualizzati all’istante presente t = 0. I flussi finanziari futuri FF(t) rappresentano il rimborso del valore nominale alla scadenza (T) del titolo e le cedole intermedie che vengono pagate.

Per valutare un’obbligazione che si vuole vendere prima della sua scadenza, occorrerà sottrarre la quota di cedola maturata dall’ultimo stacco fino al momento della vendita. Questa spetterà all’acquirente che l’ha incasserà per intero.

Tasso fisso

Le obbligazioni a tasso fisso rendono una cedola, fissa e prefissata, per tutta la durata del prestito. Ad esempio, comprando un obbligazione con una cedola fissa del 5% e con una durata di 5 anni, ogni anno si riceverà un pagamento del 5% calcolato sul costo dell’obbligazione.

Portando a scadenza l’obbligazione non si hanno rischio di perdita, al contrario vendendola prima della scadenza, ci si potrebbe rimettere, a causa dei tassi di interesse che nel frattempo possono essere variati.

Tasso variabile

Le cedole delle obbligazioni a tasso variabile variano in base ai tassi di interesse. Aumentando questi ultimi, aumenta anche il valore della cedola e di conseguenza, una diminuzione dei tassi di interesse, comporta un rendimento minore.

Se ad esempio si acquista una obbligazione che paga il tasso Euribor – 0,4 %, ogni anno si avrà una cedola pari al tasso Euribor – lo 0,4 e quindi più aumenta il tasso Euribor e più aumenterà il rendimento dell’obbligazione.

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