Guadagnare con la cessione del compromesso di un immobile

Uono che appone la firma su di un contratto

Mai sentito parlare della cessione del compromesso di un immobile? Eppure si tratta di uno degli argomenti di maggior interesse nel campo del guadagno con gli immobili, anche se è un argomento ancora molto spigoloso e conosciuto soltanto dai professionisti del settore.

Non a caso il settore di compravendita degli immobili è molto vasto, tanto da offrire numerose possibilità d’investimento e di guadagno. Da diverse centinaia di anni occuparsi degli immobili significa puntare a un guadagno che, certamente, non è piccolo: tutt’altro. Il concetto di proprietà di un terreno stesso è stato fruttuoso nella storia come un metodo di guadagno assolutamente sicuro. Il XXI secolo non è affatto un’eccezione, bensì un’accentuazione di questa regola.

Al giorno d’oggi con la cessione della proprietà è possibile diventare ricchi velocemente e in poco tempo. A patto di possedere un immobile, ovviamente. O anche senza: il mondo è così variegato da far guadagnare, un po’ meno, senza comprare una proprietà. Per farlo esistono diversi modi e la cessione del compromesso non rappresenta che soltanto uno dei modi per farlo. Come farlo?

Bisogna sapere che durante l’atto di compravendita di un immobile viene stipulato un contratto denominato compromesso. In questo contratto, solitamente confermato da un atto notarile, le due parti (acquirente e venditore) si mettono d’accordo su eventuali punti della vendita stessa.

Tale contratto, inoltre, potrebbe riportare la possibilità di versare al venditore una caparra di un certo quantitativo di euro, a confermare l’intenzione dell’acquirente di acquistare la proprietà. In molti casi il contratto di compromesso offre agli interessati la possibilità di rivendere la proprietà a terzi.

Per esempio, versando 1.000 di caparra per il compromesso è poi possibile rivendere il compromesso a un terzo al costo di 5.000 euro. In questo modo si guadagna la differenza e il diritto di acquisto dell’immobile passa alla terza parte. Si vende il contratto stipulato per l’acquisto di un’abitazione e non l’abitazione stessa. Per farlo bisogna che nel compromesso ci sia la clausola che permette la vendita del compromesso a terzi.

A questo punto sorge un’interessante domanda: perché qualcuno potrebbe essere interessato ad acquistare il compromesso a un prezzo maggiore salvo poi pagare anche i soldi per l’acquisto dell’abitazione?

Perché per lui sarebbe conveniente, in quanto per aver stipulato il compromesso l’acquirente deve aver raggiunto con il proprietario un valore inferiore a quello di mercato.

Basti pensare che se il valore del mercato dell’immobile era di 80.000 euro e l’acquirente e il proprietario si sono messi d’accordo su un valore d 70.000 euro, anche spendendo 5.000 euro per il compromesso il futuro acquirente raggiungerà il risparmio di 5.000 euro. Alla fine la spesa del futuro acquirente sarà pari a 75.000 euro totali per un immobile che ne vale 80.000.

In questo modo guadagnano tutte e 3 le parti interessate nell’azioni di compravendita: il primo acquirente guadagna sulla differenza tra la spesa sulla caparra e quella di rivendita del compromesso; il secondo guadagna sul risparmio effettuato rispetto al costo dell’immobile; e il proprietario guadagna vendendo l’immobile a un prezzo conveniente e prendendosi, in più, i soldi della caparra.

L’unico capitale richiesto per stipulare la cessione del compromesso è quello della caparra. Quindi una spesa di 1.000 circa per un guadagno che può facilmente raggiungere il 400%: un bell’investimento, che dire.

Non ci sono vincoli di sorta per quanto concerne l’immobile su cui stipulare il compromesso. Né ci sono dei vincoli sul prezzo. La legge dello Stato Italiano in materia lascia a tutti gli interessati un vasto margine di scelta per quanto concerne gli immobili da acquistare e il loro prezzo.

Le problematiche di questa tecniche sono poche: trovare un immobile da acquistare, patteggiare con il proprietario un prezzo inferiore a quello di mercato, stipulare un contratti compromesso con la clausola che permette la rivendita del compromesso a terzi interessati e, infine, trovare questi terzi interessati.

Di fronte alle varie procedure burocratiche, il tutto potrebbe sembrare alquanto difficile da compiere, ma non è affatto così. Di rimando si consiglia sempre di collaborare con un avvocato o uno studio notarile, in grado di stilare autonomamente i contratti di compravendita delle locazioni, per essere i primi a presentare la proposta al proprietario contrattuale.

Nella maggior parte dei casi quest’ultimo la accetterà senza modifiche di sorta, il che vuol dire che potrete rivendere il compromesso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato

*